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LA CASA ROSSA di Febe Tauro - 2008

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giornata memoria2 clip image002Per giorni le nostre insegnanti ci hanno parlato del nazismo e delle orribili conseguenze che purtroppo ha causato. Ci hanno spiegato che Adolf Hitler (capo nazista tedesco) riteneva il popolo ebreo appartenente ad una razza inferiore e che, perciò, doveva essere sterminato per purificare la razza ariana dalla quale discendeva il popolo tedesco.Per raggiungere questo loro scopo, i tedeschi costruirono molti campi di concentramento e di sterminio per rinchiudervi Ebrei, omosessuali, popolazioni rom, Testimoni di Geova, oppositori politicie ognuna di queste categorie aveva come simbolo di riconoscimento un triangolo di colore diverso (gli Ebrei avevano la stella Giudaica o di Davide di colore giallo, gli omosessuali di colore rosa, gli obiettori di coscienza violetto …) e tutti portavano tatuato sul braccio sinistro il proprio numero. Punizioni durissime e il cibo estremamente scarso e spesso avariato mietevano vittime e riducevano anche i più forti a scheletri viventi. Nei campi di concentramento tutta questa gente era costretta a lavorare per i tedeschi e chi non ne aveva la forza come i bambini, gli anziani e le donne, veniva eliminato nelle camere a gas e bruciato nei forni crematori.

Per rafforzare in noi la memoria di questi atroci avvenimenti (nell’ambito del Progetto “Andiamo a cinema?”), abbiamo assistito alla visione del film: “La vita è bella” in cui la stupenda interpretazione di Roberto Benigni testimonia le atroci sofferenze alle quali il popolo ebreo era costretto a soggiogare. Nella discussione, successiva alla visione del film, le nostre maestre ci hanno letto una testimonianza di Sebastiano D’Oria (nostro concittadino) relativa ad un campo di concentramento collocato proprio nelle campagne di Alberobello: “La Casa Rossa”, il cui nome deriva dal colore rosso con il quale è dipinta. È stata, anche, l’occasione per ascoltare e imparare una canzone scritta da un gruppo musicale di Alberobello, “La Banda Wagliò” chiamata Casa Rossa che nel suo ritornello dice:” Casa Rossa, Casa Rossa fa’ che io possa far salva la mia memoria e disprezzare l’assenza di ogni morale”.

Questa costruzione era stato edificata dal sacerdote “F.Gigante” per crearvi una Scuola Agraria, ma, dal 1940 al 1947 diventò un campo di concentramento per perseguitati ebrei.

Molto abbiamo appreso imparando la poesia “Se questo è un uomo” di Primo Levi vissuto per un certo periodo nel campo di concentramento di Auschwitz, tra i pochissimi a far ritorno a casa. Quale testimone di tante atrocità, sente il dovere di raccontare e descrivere quello che in quel campo succedeva e, pensare che, proprio all’ingresso c’era scritto : “Arbeit Macht Frei” (“Il lavoro rende liberi”). L’autore si salvò perché era laureato in chimica e perciò lavorava in un laboratorio fino a quando l’armata rossa liberò il campo.

A conclusione del nostro lavoro abbiamo ben accolto l’invito dell’Amministrazione Comunale alla celebrazione del 26 gennaio della “Giornata della Memoria alla Casa Rossa”, per cui, il mattino alle ore 10.00 ci siamo ritrovati davanti alla nostra scuola e abbiamo atteso l’autobus con cui abbiamo raggiunto la Casa Rossa.

Arrivati, ci siamo ritrovati con altre scolaresche di Alberobello e di Noci (Scuola Media). Abbiamo fatto una foto insieme al nostro sindaco Prof. De Luca e all’Assessore alla Pubblica Istruzione Greco e siamo entrati in una piccola cappella decorata (nel 1948 da un deportato) con affreschi molto belli raffiguranti la vita di San Francesco e Santa Chiara.

Durante la celebrazione eucaristica Don Fabio, nell’omelia, ci ha parlato ancora della Shoah e dell’incapacità da parte del popolo ebreo di perdonare le barbarie dei nazisti. Noi bambini eravamo attentissimi!

Al momento della preghiera dei fedeli mi ha invitata a recitare la poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo”. Io non nascondo che ero … molto emozionata!

Finita la celebrazione abbiamo ascoltato il discorso del Sindaco.

Avrei voluto visitare interamente la Casa Rossa, ma, non è stato possibile. Lo faremo un’altra volta!

E’ stata un’esperienza che non dimenticherò mai perché bella, significativa ed emozionante!

Febe - classe V^D

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