UN TUFFO NEL NOSTRO PASSATO

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Oggi, 27 maggio 2016, noi della classe 2°B della S.S. 1° grado “L. Tinelli” ci siamo recati nel Rione Aia Piccola per festeggiare il 219° anniversario dell’indipendenza del nostro paese, Alberobello. Il 27 maggio 1797, infatti, Alberobello si liberò dal dominio del conte Giangirolamo Acquaviva.L’associazione culturale ARTECA ha allestito, per l’occasione, un “Museo vivente” in tutta la zona storica del paese. Arrivati all’Aia Piccola, siamo stati accolti da tre compaesani che ballavano la “pizzica” e qualcuno di noi si è unito alle danze. Subito dopo, accompagnati da una guida, ci siamo recati dal piattaio. Un tempo non era possibile comprare dei piatti nuovi quando se ne rompeva qualcuno e tutti gli abitanti del paese ricorrevano al piattaio per far riparare oggetti in ceramica e altri materiali. L’uomo ci ha spiegato che, per riparare un piatto, bisognava prima creare due buchi, mettere del gesso tra di essi e poi infilarvi del fil di ferro. Poi, per non far vedere la riparazione dall’interno, bisognava coprire il tutto con il gesso e lucidare. Successivamente, la guida ci ha spiegato un po’ della storia di Alberobello e la struttura del trullo. Esso veniva costruito a forma circolare e con pareti molto ampie dove vi erano nicchie e alcove. Siamo poi entrati in un trullo dove una signora ci ha illustrato l’alimentazione tipica del XVIII secolo. Si mangiavano le verdure coltivate nei campi, i legumi, i fichi secchi, il caciocavallo e molto altro. Proseguendo nel nostro itinerario ci siamo imbattuti in due cestai, che intrecciavano rami di ulivo e canne per realizzare i “panieri”. La guida ci ha poi accompagnati da due contadini. Uno di loro ci ha mostrato gli arnesi utilizzati per l’agricoltura e ci ha anche spiegato che nei trulli vivevano cinque o sei persone. L’altro ci ha fatto vedere come si tagliava l’erba per le pecore con un falcione, facendo provare anche ad alcuni di noi. Siamo poi stati accolti dal “mastro trullaro”, il quale ci ha mostrato come creare, costruire e lavorare il pinnacolo di un trullo, partendo soltanto da una pietra di colore bianco e utilizzando una specie di martello. Siamo poi stati accompagnati dalla guida in un altro trullo dove c’erano una lavandaia ed un “maestro d’ascia”. La prima ci ha mostrato come si tesseva anticamente ed il modo in cui si lavavano i panni, disinfettandoli con la cenere. Il secondo, invece, ci ha mostrato la lavorazione del legno, ci ha insegnato la differenza fra un’ascia e un’accetta e ci ha spiegato come levigare e pulire un pezzo di legno per costruirci qualcosa. Poi ci ha fatto vedere il modo in cui si divertivano i bambini dell’epoca giocando con la trottola. È un aggeggio di legno, con delle scanalature circolari, intorno al quale si avvolgeva un filo di spago; scaraventandola per terra, essa iniziava a girare. Infine, ci siamo recati al Museo dell’Olio per la visione di un cortometraggio alla cui realizzazione hanno partecipato alcuni ragazzi della scuola “Morea - Tinelli”. Esso era ambientato nella giornata del 27 maggio 1797. Venivano illustrati i mestieri di quel periodo, il pranzo, i balli tipici e tanto altro. Insomma, è stata davvero una bella giornata grazie alla quale abbiamo partecipato attivamente ai festeggiamenti per l’indipendenza del nostro bellissimo paese.

Gli alunni della 2°B
Scuola Secondaria di 1° grado “L. Tinelli”

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